17 Mag La Spa ABB e l’impresa sociale Triveneta: insieme per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità
C’è un modo per fare inclusione che funziona davvero, alzando l’asticella, arricchendo le competenze, costruendo un tavolo di lavoro. Mettendo davanti a tutto la disponibilità reciproca di fidarsi, il desiderio di calare a terra i principi sociali, la grinta di andare oltre gli schemi. È quanto accaduto tra ABB SpA, leader tecnologico globale nell’elettrificazione e nell’automazione, e Cooperativa Triveneta Multiservizi, impresa sociale con sede a Vigonza (Padova) nata nel 2012 per fare del lavoro uno strumento concreto di reinserimento e dignità. Un’impresa sociale con cui Habile collabora per aumentare l’impatto e la capacità di liberare possibilità di inclusione.
Il progetto ABBility Academy è stato presentato venerdì scorso nella sala consiliare del Comune di Vigonza, alla presenza del sindaco Gianmaria Boscaro e dei team di ABB e Triveneta.
Due storie diverse: da una parte una multinazionale con 5.400 dipendenti solo in Italia e otto siti produttivi; dall’altra una cooperativa con oltre cento socie e soci, nella quale circa il 30% delle persone occupate vive una condizione di disabilità. La partnership nasce da una consapevolezza condivisa: per includere davvero le persone con disabilità nel mondo del lavoro non basta la buona volontà, serve competenza. E quella competenza vive spesso nelle imprese sociali che da anni conoscono fragilità, potenzialità e percorsi delle persone cosiddette svantaggiate.
Il caso, la necessità e l’opportunità
Tutto è cominciato, come racconta Alfredo De Blasio, presidente dell’impresa sociale, da un incontro: «Quasi per caso dicemmo: non facciamo solo pulizie e disinfestazioni, potremmo fare anche attività amministrative». Due giorni dopo ABB richiamava: avevano trovato qualcosa di concreto su cui lavorare insieme. A tradurre quell’intuizione in progetto ha contribuito Monica Quintieri, Responsabile Risorse Umane e Ufficio Sociale di Triveneta, costruendo i presupposti organizzativi e relazionali dell’Academy. Sul versante ABB, la spinta è arrivata da Veronica Meloni, Human Resource Business Partner, che ha fatto crescere attorno al progetto passione e valori condivisi. Stefano Temporin, District Manager per il Triveneto, ha insistito nei gruppi di lavoro sulla Diversity & Inclusion con una convinzione precisa: «Perché l’inclusione sia concreta ci vuole grinta». Ed è stato lui, insieme a Vittorio Metruccio, Sales Support Manager, a identificare nella elaborazione dati e creazione di preventivi un’area esternalizzabile e gestibile da un team formato ad hoc.
L’ABBility Academy
Nasce così l’Academy: un programma in cinque moduli progressivi che ha accompagnato Roberta Salmaso, Tommaso Schiavon e Francesco Querin attraverso principi di elettrotecnica, ausiliari, preventivazione e sottodistribuzione, fino alla formazione su software specializzati. Accanto a loro, la tutor Martina Scussat Pitt, psicologa, che è stata il «neutro», ovvero chi tiene insieme le tre fasi del gruppo. Roberta ha raccontato la propria esperienza: «Ho affrontato cose mai viste prima, ma ho la fortuna di avere colleghi che mi aiutano. Vorrei un riconoscimento concreto delle mie abilità». Francesco guarda lontano: «Sono felice di aver appreso nozioni nuove. Il mio obiettivo è passare dai preventivi alla progettazione domotica». Tommaso porta con sé la passione per i programmi 3D: «La formazione è ben strutturata. Spero di poter lavorare stabilmente con voi». Per Emiliano Diotallevi, Country HR Manager di ABB Italia, l’iniziativa dimostra che l’inclusione può essere sostenibile: «Non si può fare da soli: se si collabora anche con i propri partner, si crea il meccanismo che fa davvero la differenza». Gianluca Lilli, Senior Vice President ABB Electrification Italia, ha inquadrato il progetto nella visione strategica dell’azienda: «L’inclusione non è un tema separato dal business, ma può diventare parte integrante dei processi aziendali». De Blasio ha chiuso con il messaggio che tiene insieme tutto: «Il lavoro non è solo occupazione. È riscatto e dignità». All’evento ha partecipato anche Sebastiano Rizzardi, responsabile della comunicazione di Habile e coordinatore del progetto Talents, insieme a Enrico Balestra, primo assunto al mondo per realizzare rampe di lego. Un contributo è arrivato anche da Eleonora Bedin, di Viviautismo-Diversity Life, e dal direttore di Confcooperative di Padova Carlo Favaron.